La Notte da Grandi rappresenta da sempre uno degli appuntamenti più significativi per i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Un’esperienza attesa e speciale che accompagna il passaggio verso nuove avventure e nuove scoperte.
Quest’anno la Notte da Grandi ha assunto una forma leggermente diversa. Senza rinunciare a ciò che la rende speciale, abbiamo voluto creare uno spazio più ampio di condivisione con le famiglie, per celebrare insieme la conclusione di un percorso importante.
La serata si è aperta con una grande cena comunitaria, preparata grazie al contributo delle famiglie. Successivamente ci siamo ritrovati nel teatro della scuola per un momento dedicato al percorso di inglese attraverso la storia di Imibear, durante il quale i bambini hanno coinvolto anche i loro genitori. La consegna dei libroni personali, accompagnata da una pergamena e da una piccola chiave antica, simbolo delle nuove porte che i bambini sono pronti ad aprire, ha rappresentato uno dei momenti più significativi della serata.
Dopo il saluto alle famiglie, è iniziata la vera Notte da Grandi: una notte trascorsa a scuola insieme alle insegnanti, fatta di emozioni, autonomia, amicizia e fiducia.
A raccontarci il significato di questa esperienza è la maestra Michela.
Questa è stata la mia prima “Notte da Grandi” e, mentre osservavo i bambini vivere questa esperienza, ho visto riemergere tutti i passi compiuti in questi tre anni.
Tre anni, nella scuola dell’infanzia, sono fatti di giornate condivise, di gesti che si ripetono e di piccoli passi che, uno dopo l’altro, portano i bambini a crescere. Quando li ho accolti erano piccoli; oggi li guardo e vedo bambini più autonomi, sicuri e pronti ad affrontare nuove esperienze.
Forse è per questo che questa notte ha avuto per me un significato così speciale.
Ogni giorno viviamo la scuola attraverso tempi e rituali che accompagnano la nostra quotidianità. Quella sera, invece, abbiamo avuto la possibilità di abitarla in modo diverso. La scuola non era più soltanto il luogo delle proposte e delle routine: è diventata uno spazio da condividere in una dimensione nuova, più spontanea e più vicina alla vita di casa.
Mi ha emozionato osservare i bambini mentre indossavano il pigiama, preparavano il loro angolo per la notte, chiacchieravano tra loro e si godevano quel tempo speciale. In quei momenti ho avuto la sensazione di cogliere non solo quanto fossero cresciuti, ma anche la forza del gruppo costruito in questi tre anni. Li ho visti sostenersi, rassicurarsi, condividere emozioni e affrontare con entusiasmo un’esperienza nuova: piccoli gesti che raccontavano il percorso compiuto insieme.
Tra tutti i ricordi della serata, ce n’è uno che custodirò in modo particolare. Seduti sul prato, illuminati dalla luce delle torce, abbiamo letto insieme Il barattolo di stelle. Attorno a noi c’era il silenzio della sera e sopra di noi il cielo. Guardavo i bambini e scorgevo nei loro occhi qualcosa che andava oltre la semplice curiosità: la felicità autentica di condividere quell’esperienza. Era uno di quegli istanti che non hanno bisogno di grandi spiegazioni perché parlano da soli.
Poco dopo, mentre ci preparavamo per la notte, una bambina mi ha detto: «Io sono tranquilla perché so che con me ci sei tu».
Quella frase mi ha profondamente emozionata. In poche parole, ho ritrovato tutto il senso del cammino fatto insieme: la fiducia costruita giorno dopo giorno, il sentirsi accolti, accompagnati e al sicuro.
La mattina seguente, al loro risveglio, molti bambini sono venuti spontaneamente ad abbracciarmi e a raccontarmi i sogni della notte appena trascorsa. In quei gesti semplici ho colto la gioia di chi si sentiva grande, capace e orgoglioso di aver vissuto un’esperienza nuova.
Educational Partner Atalanta


