Gli sguardi delle nuove tirocinanti

Gli sguardi delle nuove tirocinanti

Accogliere studentesse tirocinanti alla Scuola dell’Infanzia è sempre un’esperienza preziosa. La loro presenza porta nuovi sguardi, idee e stimoli che arricchiscono la quotidianità educativa, offrendo occasioni di crescita non solo per loro, ma anche per noi educatrici. Il confronto e la collaborazione diventano così un’opportunità reciproca di apprendimento. Di seguito lasciamo spazio alle loro voci e alle esperienze che hanno condiviso con bambine e bambini.

“Se ripenso all’inizio di questo percorso, ricordo soprattutto la paura: di non essere all’altezza, di non sapere come approcciarmi ai bimbi e di non riuscire a gestire le situazioni quotidiane. Invece , questo tirocinio è finito per essere una vera rivelazione, un’esperienza illuminante che mi ha arricchita profondamente, sia come professionista che come persona.
E adesso lo posso dire: “Ho capito che il ruolo dell’educatrice è esattamente ciò che voglio fare nella vita”.
É stato davvero interessante, perché spesso, quando pensiamo a bambini di due anni, immaginiamo piccoli esseri che non sanno fare nulla e hanno bisogno di una mano per far tutto; invece, ho potuto scorgere in loro dei veri e propri piccoli mondi in costruzione, con già incredibili ‘mini-competenze’, qualità uniche e un carico di amore che ti spinge, ogni giorno, a impegnarti sempre di più per preparare occasioni che siano per loro pura scoperta.
In questo cammino, ho potuto provare sulla mia pelle quanto sia vitale il clima che si respira tra educatrici. All’IMIBERG ho trovato un contesto sano e bilanciato, dove il lavoro di squadra non è solo organizzazione, ma una vera armonia che permette a ognuna di esprimere la propria creatività. Quando tra colleghe c’è stima e supporto, tutto fluisce meglio e quella serenità arriva dritta ai bambini. Non so quale grande contributo io possa aver portato alla struttura; forse sono stata solo una ‘terza mano’ preziosa nei momenti più intensi, perché in fondo sei occhi e sei mani vedono e arrivano dove quattro non possono, ma sono certa di aver ricevuto molto più di quanto io sia riuscita a dare.
Me ne vado con un’immagine che porterò sempre nel cuore: quella di alcuni piccoli che, quando sono arrivata, comunicavano solo con lo sguardo e che ora, giorno dopo giorno, iniziano a far sentire le loro vocine, trovando il coraggio di dare un nome al mondo. Proprio come loro, anche io ho trovato la mia voce in questo mestiere: ho capito che, per quanta strada ci sia ancora da fare, ne amerò ogni istante, perché non c’è melodia più bella di un bambino che impara a raccontarsi e ti mostra il mondo con uno stupore così puro da ricordarti, ogni giorno, il motivo per cui hai scelto questo mestiere.”
Sara

“Mi chiamo Alessia, sono una studentessa del corso di Scienze dell’educazione presso l’università Milano-Bicocca, durante la mia esperienza di tirocinio nella sezione primavera ho avuto modo di scoprire più da vicino la complessità della professione educativa. In particolare, ho capito quanto sia importante l’osservazione dei bambini per poter progettare attività pensate su misura per loro, rispettando i loro tempi e favorendo così la loro crescita.
Uno dei tanti aspetti che mi ha colpito è la presenza di numerosi spazi all’interno della scuola che, uniti alla varietà dei materiali presenti, permettono ai bambini di sperimentare attività diverse e di mettersi sempre più in gioco.
Ad esempio, un’attività che mi ha colpito molto è stata la trasformazione di una stanza in una piccola stalla, utilizzando del fieno e delle mangiatoie per ricrearne l’ambiente; è stato bello accompagnare i bambini nella sua scoperta, dando spazio alla loro curiosità e al loro stupore.
Questa esperienza di tirocinio è stata molto significativa per me anche per un motivo personale, in quanto ho avuto l’opportunità di tornare a vivere l’ambiente della scuola IMIBERG, dove avevo già frequentato le elementari e le medie. Conoscevo già il metodo educativo e l’attenzione che viene data alla persona e per questo non ho avuto dubbi quando si è trattato di scegliere dove svolgere il mio tirocinio. Ritrovare questo ambiente da tirocinante è stato molto bello perché mi ha permesso di vedere il lavoro dietro allo stile educativo che avevo vissuto da studentessa.”

Alessia