“Se non ritornerete come bambini non entrerete mai”

“Se non ritornerete come bambini non entrerete mai”

“Se non ritornerete come bambini non entrerete mai”

 

“Quest’anno il gruppo dei grandi della scuola dell’infanzia vive un appuntamento speciale: una volta alla settimana incontra Don Matteo. È un tempo atteso, che i bambini vivono con curiosità e partecipazione.

Lui dedica il suo tempo a questi bambini con grande passione, ingaggiandoli con domande e riflessioni in modo semplice, portando esempi alla loro portata.

Attraverso i suoi racconti, i bambini stanno scoprendo la vita di Gesù: dalle sue origini – partendo proprio dai nonni di Gesù bambino – fino ai miracoli e alle parabole. Ogni incontro è un viaggio che si costruisce insieme, passo dopo passo.

Ciò che mi colpisce è l’ascolto attento dei bambini. I grandi non si limitano a seguire il racconto: restano in silenzio, osservano, intervengono. Fanno domande, chiedono chiarimenti, collegano ciò che ascoltano ad esperienze personali, cercano di comprendere il significato profondo di quanto viene narrato. Don Matteo accoglie le loro curiosità e rilancia con nuove domande. Il dialogo diventa così parte viva dell’incontro.

A sostenere e arricchire la narrazione sono le immagini. In particolare, le opere di Giotto fanno da cornice a questo percorso: non semplici illustrazioni, ma vere e proprie finestre sulla storia. Osservando i dettagli dei dipinti, i bambini imparano a soffermarsi, a leggere i gesti, le espressioni, i colori. Le immagini li aiutano a fare memoria dei racconti ascoltati, a ricostruire la storia, a coglierne il significato.

Grazie a questo intreccio tra parola, dialogo e arte, l’esperienza con Don Matteo diventa, per i nostri alunni e per noi maestre, un’occasione preziosa di crescita: un tempo in cui i bambini esercitano l’ascolto, il pensiero e la capacità di interrogarsi, lasciandosi accompagnare dalla forza evocativa delle immagini.”

Maestra Marzia

 

“Da qualche tempo, incontro i bambini di 5 anni il giovedì pomeriggio. Stiamo insieme una quarantina di minuti. Ci siamo incontrati per condividere qualche episodio della vita di Gesù di Nazareth. Commentando gli affreschi di Giotto alla cappella degli Scrovegni di Padova ma anche raccontando qualche miracolo o parabola, raccogliamo un po’ di notizie intorno a Gesù e scopriamo quanto ci è amico e vicino.

Questo è già molto bello ma ancor di più e bello guardare i bambini che imparano, che ascoltano, che sono curiosi, che si stupiscono, che domandano.

Il nostro piccolo momento di scuola si chiude con una canzone: “Mattone su mattone viene su una grande casa, … è il Signore che ci vuole abitare con te”. Così ci fa cantare questa canzone.

Dai bambini imparo l’apertura, l’attesa di imparare, la capacità di domande vere e senza troppe inibizione, domande semplici e anche profondissime: cosa vuole dire che Gesù ci preferisce tutti? Se preferisce, preferisce qualcuno, no? Ma san Giuseppe era papà davvero di Gesù?

Gli adulti hanno solo un compito: dare spazio a questo stupore, allo stupore dei bambini che serve a entrare, nella vita. Sono quaranta minuti ma sono possibili con bambini così aperti e disponibili a conoscere e questo non si improvvisa, è frutto di una educazione della scuola e delle famiglie soprattutto.

Grazie, don Matteo  

 

 

Le parole dei bambini mostrano come le storie vengano comprese, ricordate e rielaborate insieme.

Leonie introduce così l’esperienza:

“Quando incontriamo il Rettore, ci racconta tante storie di Gesù.”

Ludovica precisa:

“Ci racconta i miracoli che sono successi tanto tempo fa, quando Gesù era sulla terra.”

I bambini ricordano in particolare alcuni episodi.

Matilde e Ginevra parlano del miracolo delle nozze di Cana:

“A una festa non c’era più il vino.”

“Allora Gesù ha trasformato l’acqua in vino.”

Nel racconto del paralitico calato dal tetto emergono molti dettagli, segno di un ascolto attento e partecipe.

Ludovica ricostruisce così la scena:

“Un uomo non riusciva né ad alzarsi né a camminare. I suoi amici lo hanno portato da Gesù, ma c’era troppa gente. Allora sono saliti sul tetto, hanno fatto un’apertura e lo hanno calato giù con delle corde. Gesù gli ha detto di alzarsi e lui è guarito.”

Anche Vittoria riprende l’episodio, collegandolo ad un breve video osservato insieme:

“All’inizio camminava un po’ storto, ma poi ce l’ha fatta.”

Il dialogo in sezione diventa occasione per approfondire il significato di ciò che è accaduto.

Alla domanda dell’insegnante: “Che cos’è un miracolo?”, Vittoria risponde:

“È quando succede una cosa che sembra impossibile, ma invece accade davvero.”

Margherita ricorda un altro episodio significativo:

“Mi è piaciuta la storia di Lazzaro. Era morto da quattro giorni e Gesù gli ha detto di uscire dalla tomba, e lui è uscito.”

 

Infine Ludovica conclude con una riflessione personale:

“Gesù faceva i miracoli perché è il Figlio di Dio.”